Mostra personale presso la Sala Cordella di Adria (RO) dal 19 al 25 settembre 2009. Per info: Pro Loco di Adria tel. 0426 21675

Mondo a misura di un'adolescente sveglia

di Gianni Brunoro

MegSono oltre cent'anni che esistono i fumetti. E in Italia se ne celebra il centenario nel 2008, perché risale al 1908 la nascita di un giornalino, il "Corriere dei Piccoli", che da noi fu il vero iniziatore e diffusore di questa forma di intrattenimento: allora, per i bambini, ma oggi ormai per tutte le età e le classi sociali. In questi numerosi decenni, alla ribalta fumettistica si sono presentati migliaia di protagonisti in molteplici serie di racconti. Ma, curiosamente, soltanto una esigua minoranza sono stati dei personaggi femminili e, fra questi, davvero pochissimi quelli diventati celebri. Pertanto, un protagonista femminile è sempre il benvenuto su questo "palcoscenico di figurine disegnate". Tanto più e tanto meglio se si tratta di una figura simpatica. È senza dubbio questo il caso di Meg, l'adolescente attorno alla quale ruotano le storie di questo volume, la quale ha iniziato la sua carriera sul n.1 del "Messaggero dei Ragazzi", a gennaio del 2004.

Meg è dunque una ragazza degli anni Duemila. Un carattere ben delineato e un ruolo che essa incarna compiutamente, sotto vari aspetti. Benché la sua nazionalità e la sua città rimangano imprecisate, vagamente americanizzanti, in realtà Meg rispecchia con notevole coerenza quella che potrebbe essere la condizione di un'adolescente di casa nostra. Come lo sono del resto anche il suo status sociale, i suoi interessi, le sue vicende quotidiane, i suoi problemi, le preoccupazioni, le gioie…

Figlia di una famiglia borghese e benestante, con genitori giovani e aperti e un fratellino un po' minore di lei, Meg è dunque una liceale adolescente, probabilmente benvoluta dai compagni di classe grazie al suo amabile carattere e comunque strettamente legata a due coetanee: la rossa Gipsy, ingorda e golosa di dolci, e dalla chioma riccamente cotonata; e la bruna Lara, più posata e coi capelli tirati in una composta coda di cavallo, lei pure incline ai dolciumi. E tutt'e tre, come ci si aspetta naturalmente da adolescenti vivaci e dinamiche quali sono, con un occhio di riguardo ai coetanei, tanto meglio se "fighi".

Tuttavia Meg non è solo questo. Sempre in ordine, sempre sobriamente elegante, essa manifesta sul piano esteriore il proprio buon gusto; ma soprattutto evidenzia, attraverso le vicende delle quali è protagonista, una intelligenza vigile, un accorto interesse verso tutto ciò che la circonda e una vivace attenzione nel lasciarsi coinvolgere dalle vicende alle quali assiste e che non sono mai troppo banali…

Come si potrà constatare dal succedersi degli episodi che la vedono protagonista, è una grande impicciona, nel senso più ampiamente positivo del termine. Comincia con l'escogitare una astuta maniera per catturare un tassista truffaldino, poi insegna a un giovane beduino egiziano a rischio di isolamento a mettersi in comunicazione col mondo via Internet; né disdegna di occuparsi di un compagno di classe per attenuarne la superbia. Ma è anche sensibile a problemi sociali, aiutando a risolvere con il buon senso una intricata ed esplosiva situazione ecologica o sfiorando il "giallo" nel trasformare una vecchia villa abbandonata in un ricovero per anziani… E non è nemmeno aliena, a volte, a occuparsi anche di problemi che la cronaca ci propone ogni giorno in tutta una loro drammaticità, come ad esempio l'anoressia nel racconto "Troppo bella". E via di questo passo. In sostanza, come si vede, non una spettatrice passiva di come cammina il mondo, ma una personcina sempre pronta a intervenire per fare andare le cose al meglio, per impedire soprusi, per arginare storture e via discorrendo. Insomma, potremmo tranquillamente definirla "la ponderata Meg che risolve problem[in]i e raddrizza i torti". Però sempre attenta ad affrontare le cose con garbo, a risolvere le questioni in campo con diplomazia, ma anche, se occorre, a intervenire con l'astuzia, senza mai rinunciare alla ragionevolezza.

Dunque, Meg è una ragazza moderna. Che ha dimestichezza con il computer, che probabilmente va bene a scuola, anche se non ci viene mai detto in maniera palese (salvo nell'episodio di "Johnny Migliore"), che fa un uso disinvolto del cellulare, utilizzandolo però in maniera funzionale, come uno strumento efficace e non soltanto come mezzo di semplice e magari banale intrattenimento. E oltre tutto non disdegna una sua attenzione verso i ragazzi, tanto che a un certo momento finisce palesemente innamorata (di un ragazzone assennato quanto lei)…

Della sua "modernità" è testimonianza il suo look generale: delle mise elegantemente sobrie, a volte piccanti senza essere spinte, altre volte maliziose senza arrivare all'audacia. Insomma, un abbigliamento spigliato ma sempre in ordine. Al quale fa riscontro una acconciatura non banale, sempre composta anche nei momenti di attività o di sforzo fisico… Tutti aspetti, questi ultimi, che testimoniano della perizia grafica, dell'attenzione all'ambiente, della cultura visiva e dell'attenta conoscenza del mondo adolescenziale che caratterizzano il disegnatore. In altre parole, Davide Perconti (sostituito in una sola occasione da Antonella Platano) sa raffigurare con puntuale coerenza grafica il tono e i contenuti delle storie scritte da Giorgio Pezzin.

Naturalmente, in tutto ciò bisogna essere consapevoli che i racconti di Meg sono più che altro una bella favola rugiadosa. Perché in pratica, nella realtà, non esiste una ragazzetta adolescente che abbia il coraggio, l'intraprendenza, l'intelligenza, la capacità "interventistica" di azione immediata che invece caratterizza Meg. È chiaro che nella sua figura il lettore - e soprattutto la lettrice! - proietta i propri sogni di adolescente. Essendo l'adolescenza l'età degli idealismi, quando si vorrebbe raddrizzare nel mondo tutto ciò che è storto e si è perfino convinti che si potrebbe riuscire a farlo. Per cui Meg incarna i caratteri di coloro che sarebbero portati a immaginare sé stessi come superuomini o superdonne, con la capacità di affrontare e risolvere anche i più spinosi fra i problemi.

In effetti, quello di Meg è un mondo dove i superbi vengono sempre umiliati, i cattivi sempre puniti, i torti vengono raddrizzati e via di questo passo… Un mondo - come ben sappiamo se ci guardiamo attorno - troppo bello per essere vero. Una realtà edulcorata fin troppo tranquillizzante, che purtroppo non trova quel riscontro reale che sarebbe auspicabile. Ma anche le favole hanno una loro evidente funzione positiva. E, in questo caso, le favolette di Meg servono ad alimentare il sogno di poter far funzionare le cose in modo da trasformare la nostra realtà nel "migliore dei mondi possibili". Il fatto che invece esso - come appunto constatiamo quotidianamente - non vada esattamente a questo modo, non toglie che noi possiamo immaginarlo così almeno nella fantasia. E nulla impedirebbe comunque che ce la mettessimo proprio tutta per cercare di realizzarlo come ci piacerebbe che esso fosse. E che è il traguardo al quale tende sistematicamente Meg, nel suo approccio al mondo, sempre così concretamente positivo.

 

[22 Ottobre 2008]

Davide Perconti © 2009 - info@davideperconti.it